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mercoledì 25 marzo 2009

La vita fugge e non s'arresta un'ora..

La vita fugge e non s'arresta un'ora,
e la morte vien dietro a gran giornate,
e le cose presenti e le passate
mi danno guerra e le future ancora;

e 'l rimembrare e l'aspettar m'accora
or quinci or quindi, sì che 'n veritate,
se non ch'io ho di me stesso pietate,
i' sarei già di questi pensier fora.

Tornami avanti s'alcun dolce mai
ebbe 'l cor tristo, e poi l'altra parte
veggio al mio navigar turbati i venti;

veggio fortuna in porto, e stanco omai
il mio nocchier, e rotte arbore e sarte,
e i lumi bei, che mirar soglio, spenti.

L'esistenza ( la nave) è destinata a perdere la sua guida (la ragione) ed il poeta, che rappresenta il dramma umano, si sente in balia di se stesso.
Nonostante alcune volte si abbia già tracciato nella nostra mente una rotta precisa, capita, di fronte agli eventi che di volta in volta si presentano nella vita, di sentirsi spaesati, perduti, di non sapere da che parte andare.
La vita è come un continuo "aggrapparsi" a scelte che in quel momento paiono le migliori, ma che di per se, involontariamente, modificano il nostro percorso e, forse, lo stesso obiettivo finale che pensavamo di voler raggiungere.
Ogni scelta è caratterizzata però da rimpianti e sofferenze, perchè, scegliendo, escludiamo altre possibilità.
Credo che il nostro percorso, il nostro viaggio, non sia dato a priori, ma che si costruisca e ricostruisca, modificandosi così come noi stessi, crescendo, ci modifichiamo.