lunedì 30 marzo 2009

Imparare le lingue degli altri..imparare ad amare..







"...viaggiare non è solamente partire, partire e tornare

ma è imparare le lingue degli altri, imparare ad amare.."

(Fiorella Mannoia)




Conoscere altre lingue, popoli e culture, condividere esperienze. Partire col desiderio di scoprire nuovi posti, paesaggi e mondi, tornare e avere la voglia di partire nuovamente..viaggiare.
Viaggiare e conoscere luoghi e persone molto distanti da noi, a volte può essere un modo di conoscere meglio anche noi stessi, attraverso la relazione, lo scambio ed il confronto con modi di vivere che si discostano da quelli con cui siamo abituati a stare a contatto ogni giorno. Scoprire la bellezza di mondi che prima di partire abbiamo sempre visto e pensato come estremamente lontani da noi, tornare sendendoli più vicini. Viaggiare non è da intendersi solo come uno spostamento fisico, attraversando mari e percorrendo chilometri. Viaggiare, come dice la strofa di questa canzone, permette prima di tutto di imparare a conoscere le lingue degli altri, imparare a conoscere ed amare gli altri, spostarsi per sentirsi più vicini, tornare per poter partire di nuovo e continuare a viaggiare.

giovedì 26 marzo 2009

Questionario - Gradimento

Dato che vorremmo migliorare il nostro blog vi chiediamo gentilmente di esprimere un giudizio relativo al lavoro svolto fino ad ora tramite il questionario qui di seguito riportato.

Ricerca del sapere

"...Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 118-120)

Nell'immaginario dell'uomo moderno il viaggio e' il simbolo della ricerca del sapere, di colui che instancabilmente cerca nuove strade e sposta in continuazione i traguardi di quel suo inarrestabile e metaforico percorso verso cio' che e' ancora sconosciuto.

mercoledì 25 marzo 2009

La vita fugge e non s'arresta un'ora..

La vita fugge e non s'arresta un'ora,
e la morte vien dietro a gran giornate,
e le cose presenti e le passate
mi danno guerra e le future ancora;

e 'l rimembrare e l'aspettar m'accora
or quinci or quindi, sì che 'n veritate,
se non ch'io ho di me stesso pietate,
i' sarei già di questi pensier fora.

Tornami avanti s'alcun dolce mai
ebbe 'l cor tristo, e poi l'altra parte
veggio al mio navigar turbati i venti;

veggio fortuna in porto, e stanco omai
il mio nocchier, e rotte arbore e sarte,
e i lumi bei, che mirar soglio, spenti.

L'esistenza ( la nave) è destinata a perdere la sua guida (la ragione) ed il poeta, che rappresenta il dramma umano, si sente in balia di se stesso.
Nonostante alcune volte si abbia già tracciato nella nostra mente una rotta precisa, capita, di fronte agli eventi che di volta in volta si presentano nella vita, di sentirsi spaesati, perduti, di non sapere da che parte andare.
La vita è come un continuo "aggrapparsi" a scelte che in quel momento paiono le migliori, ma che di per se, involontariamente, modificano il nostro percorso e, forse, lo stesso obiettivo finale che pensavamo di voler raggiungere.
Ogni scelta è caratterizzata però da rimpianti e sofferenze, perchè, scegliendo, escludiamo altre possibilità.
Credo che il nostro percorso, il nostro viaggio, non sia dato a priori, ma che si costruisca e ricostruisca, modificandosi così come noi stessi, crescendo, ci modifichiamo.

lunedì 23 marzo 2009

...una metafora!?







In Persia si pensa che “…l’uomo non possa maturare che nel viaggio.”

Foto tratta da: florianaporta.iobloggo.com

Viaggiare è una metafora densa.
È una delle cose più semplici, ma anche tra le più ricche di complessità.
Viaggiare è avvicinarsi a qualcosa di diverso, ma anche allontanarsi da qualcosa di noto.
È ciò che ci dà una marea di esperienze e sensazioni, ci mette a confronto con noi stessi, con la nostra identità, che è non soltanto culturale, di appartenenza, ma è anche identità dell'io, della particolare e irripetibile singolarità.
Ma al contrario di quello che si possa pensare, l'io che riemerge al termine del viaggio, che riapproda al punto di partenza, in quanto la vera conclusione dell'esperienza del viaggiare è tornare a casa, quell'io… non è più lo stesso.
Ci arricchisce e ci rende delle persone diverse, ci permette di andare oltre i clichè, gli stereotipi che la società ci impone e di goderci a pieno quello che realmente la vita ci offre…
Le novità, le ricchezze di questo mondo che solo pochi, ancora oggi, sono in grado di cogliere totalmente!

Viaggio .. e sogno



Foto tratta da: florianaporta.iobloggo.com

“ Il viaggio è una porta attraverso il quale si esce dalla realtà nota e si entra in un’altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno”

G. de Maupassant



Il viaggio… quello vero, che permette per un po’, di lasciare la routine, di sognare, di vivere in modo diverso …ma anche e soprattutto il viaggio immaginario, che possiamo fare senza muoverci da casa, sognando, esplorando mondi possibili e alternativi, uscendo dalla quotidianità.

Il viaggio è evasione verso una meta che può essere reale o anche solo idealmente immaginata e desiderata.
Il significato del viaggio è soprattutto nel suo percorso, è meta che può materializzarsi in modo imprevedibile e talvolta addirittura sfuggire, può essere perennemente o vanamente inseguita.

Oltrepassare i propri limiti


Nella mostra "L'anima dell'acqua" di Palazzo Reale a Milano è presente una sezione dedicata al viaggio. Il viaggio è soprattutto interiore, alla ricerca dell’io, alla scoperta di nuova identità. Il viaggio consente anche di oltrepassare i propri limiti, come l’Ulisse omerico o dantesco. La figura di Ulisse è raffigurata nell’opera “Ulisse e le sirene” di Herbert Draper (1909).

giovedì 19 marzo 2009

Viaggiasticando


Questo blog vuole essere un punto di incontro per tutti quelli che intendono viaggiare, non solo in senso concreto e realistico, ma anche in senso simbolico. Per chi ama fantasticare, immergersi nell'avventura e nella ricerca di sè. Spazio libero per chi vuole condividere i propri pensieri, riflessioni ed esperienze.